2^ TAPPA a Frigento - 3^ a Carife
UN POETA IN PARLAMENTO
FRANCO ARMINIO candidato al SENATO per il PARTITO DEMOCRATICO
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A Frigento la seconda tappa del Laboratorio Democratico nell’Agriturismo Fontana Madonna
Nell’affollata assemblea, numerosissimi gli interventi.
Il Laboratorio si contraddistingue per un’azione di “ascolto” del territorio; i presenti si sono disposti in un cerchio comunitario; dopo l’introduzione di Franco Arminio, Paolo Saggese e Angelo Verderosa, c’è stata una breve autopresentazione e poi interventi di approfondimento; tra questi : Michele Ciasullo - medico – Flumeri, Toni Ricciardi - ricercatore - Castelfranci, Gianni Fiorentino - economista - Paternopoli, Luigi Famiglietti – sindaco di Frigento, Nino Sica – insegnante - Guardia Lombardi, Mario Pagliaro - imprenditore - Avellino, Francesco Di Sibio – ricercatore – Frigento, Luca Battista – architetto – Avellino, Alfonso Nannariello –scrittore - Calitri.
-L’Italia ci guarda, Napoli non ci vede
-Una rete di autopromozione per il turismo in Irpinia
-Una nuova comunità territoriale in cammino
Questi alcuni slogan oggetto di relazione.
Non facciamo comizi, aiutiamo il territorio e le persone che lo abitano a trovare nuove parole di conoscenza.
Questa la dichiarazione di Enzo Luongo : << Sono evidenti due elementi di novità: primo: ho finalmente un candidato che non mi chiede di essere servo! E che non verrà in seguito ad esigere cambiali sociali. Secondo: c’é un partito che non mi chiede di appartenere, di militare, di aderire, ma di crearlo, di tessere la tela nel quale portarlo e difenderlo. Non più militanza per sé (il partito-potere) ma militanza per la propria terramadre.
Entrambi questi casi si presentano per la prima volta ed insieme dal lontano dopoguerra, nella nostra terra.
Quindi non si tratta di “costruire una nuova classe dirigente”, sarebbe riduttivo, ma di liberare, insediare, far esprimere e governare “una nuova classe di menti diverse” già presenti, risorse-riserve per questa terra. Fare una sorta di “scommessa di destino” senza pudori e senza alternative. Significa autoproporsi come teste diverse, che elaborano “per amore non per appartenenza, per competenza non per utilità” proproste per sé e per altri. E’ un potere immenso, più grande del potere solo politico (che necessariamente scende a patti per mediazione). Si tratta di modificare la vita a migliaia di persone senza far patti con altri, se non la propria volontà e coscienza. Fornire indirizzi, soluzioni e prospettive sorrette e difese da analisi Politiche non da schemi di potere, documenti non pizzini. Lo so che è sempre stato così e che poi si é trasceso. Ma questa volta si può fornire ed imporre non solo la propsettiva di soluzione ma anche l’analisi politica. Non esiste più “il caposaldo che pensa, il nocchiero dal palmo rivolto al futuro e la mente rivolta alla cosca”. >>
SABATO 15 MARZO alle 16 il Laboratorio Democratico si riunirà a Carife passando prima per l’azienda agricola biologica “Hirpus” e approdando poi al Museo Archeologico per visitarlo e sollecitarne la immediata apertura. Si chiederà il trasferimento di alcuni importanti reperti dal Museo Archeologico di Avellino a Carife, Cairano e Rocca S.Felice.
DOMENICA 16 alle 18, PUBBLICA ASSEMBLEA a BISACCIA.
Dichiara Franco Arminio: << Il Laboratorio è una sorta di carovana delle democrazia per una nuova Irpinia, un movimento che s’impegna nella campagna elettorale, ma che ha obiettivi di partecipare alla vita politica irpina con proposte precise e sostenendo anche le battaglie civili che di volta in volta si renderanno necessarie >>.
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il comunicato su irpinia news 11.3.08
http://www.irpinianews.it/DaiComuni/news/?news=29019
Non c’è traccia di Gerardo Bianco nelle liste campane di Camera e Senato. E nemmeno dei suoi due fedelissimi, il sindaco di Morra De Sanctis, Gerardo Capozza, e l’ex primo cittadino di Guardia dei Lombardi, Giandonato Giordano. Eppure i tre rappresentanti di «Italia Popolare», tra i fondatori della Rosa Bianca, venivano dati tra i sicuri candidati in Campania. Difficile ieri rintracciare l’ex ministro Bianco. Ma esplicita la rabbia della consorte, al telefono dalla sua casa romana: «Con questo partito non vogliamo avere nulla a che fare. Noi siamo fuori, non abbiamo bisogno di fare carriera». Che Bianco fosse intenzionato a fare un passo indietro era noto, ma sempre, come dichiarava, «a favore del rinnovamento». Ora non si scorgono i nomi dei fedelissimi Capozza e Giordano, nelle liste. Dunque, tutto fa pensare ad un vero e proprio «caso». Da ricordare che Bianco, alla notizia dei primi contatti tra De Mita e la rosa Bianca, s’era detto stupito che il leader di Nusco non ne avesse parlato con lui «ma solo con altri».